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martedì 4 agosto 2015

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lunedì 6 ottobre 2014

Quella sera d'autunno.

Fu come togliersi una spina dalla pianta del piede.
Fu come aver perso la maglietta che avevi odiato così tanto da iniziare ad amarla.
Fu qualcosa di tragico. Fu come avere la febbre e guarire dopo mesi di malattia. Mi stavo accontentando? È questo ciò che facevo?
Era la mia ancora. La mia maglietta e il mio termometro. Era il mio semaforo verde. La speranza, i miei sogni e la mia libertà insieme.
Era il cazzo di fiore che non raccogli perché sta bene lì dov'è, in mezzo ai deboli fili d'erba che lo incorniciano come un Picasso o un Vanghog. Quando però ti avvicini troppo e lo strappi via dalla terra, e senti i flebili gridolini delle tenere radici che si allontanano dal ventre della madre terra e ti accorgi d'aver sbagliato, ma che in fondo, visto da vicino non è poi così bello. I raggi del sole non gli bagnano più i petali. Le gocce di rugiada non gli incorniciano più il volto. E le api non vanno più a succhiare il nettare come le zanzare il sangue umano.
È tutto cambiato e solo per un falso passo in una sera d"autunno.


By me. Don't copy. 

lunedì 15 settembre 2014

L'inizio

Ok, questa è la domanda: cosa mi ha realmente spinto ad aprire un noiosissimo blog sulla mia noiosissima vita?

Da piccola avevo un sogno: cantare.
A molti non importerà niente, ma sapete come sono gli anni pre/post-pubertà: difficili. Nauseanti. Tanto orribili che solo riguardare quelle fottutissime foto di me a quell'età mi fa venire voglia di sbattere la testa e sperare in un amnesia temporanea.
La pubertà è la rovina o, in alcuni casi, la fortuna, di molti ragazzi.
Il seno cresce (e per i ragazzi parliamo d'altro), i bruffoli sulla faccia, i strani modi di parlare o vestirsi, che tutti ritenevamo fossero "fighi", e da un giorno all'altro i ragazzi iniziano a guardarti. Insomma, da un giorno all'altro sei una persona irriconoscibile. Mi guardavo allo specchio pensando: "Da grande voglio essere una super star".

Ok, sul serio? Il mio nome è Giulia e non ho mai pensato ad altro che a questo fino a 5 anni fa.

Gli anni passano e si entra nell'età "giusta", così la chiamo io. Quell'età in cui sei abbastanza maturo (dipende dalla persona, ovvio) da poter uscire e andare alle feste, ma mai a sufficienza per essere sicuro di cosa vuoi realmente dalla vita.
Non si parla più di "Voglio fare la cantante". Si parla di un lavoro serio (non che fare i cantanti non lo sia, eh. Ma per me era una cosa troppo grossa, troppa fantascienza), si parla di trovare l'università adatta, i soldi per l'appartamento etc..
Ad un tratto ti trovi solo a dover affrontare quell'abisso che tutti chiamano "vita". E se il problema fosse solo l'università e il lavoro da scegliere sarebbe -quasi- una passeggiata; mettiamo in mezzo anche qualche problema d'amore, problemi d'amicizia, in famiglia,  lo stess e chi più ne ha più ne metta.

È uno schifo, giusto?
Vedete, ho capito solo un anno fa quanto fosse importante per me scrivere. È come la palla da calcio per un calciatore. O le scarpette per una ballerina.
E quindi si, oggi  ho inaugurato questo blog. Non so bene che strada prenderà, ne se avrà successo, ma una cosa è certa: potrò scrivere e questo per me è più importante di qualsiasi lavoro, amore, stress e qualsiasi problema che si metta in mezzo alla mia vita.

Che dire insomma, ben venuti!

Lezione del giorno: Lasciatevi andare. La vita è una e si, va vissuta fino alla fine.