Fu come togliersi una spina dalla pianta del piede.
Fu come aver perso la maglietta che avevi odiato così tanto da iniziare ad amarla.
Fu qualcosa di tragico. Fu come avere la febbre e guarire dopo mesi di malattia. Mi stavo accontentando? È questo ciò che facevo?
Era la mia ancora. La mia maglietta e il mio termometro. Era il mio semaforo verde. La speranza, i miei sogni e la mia libertà insieme.
Era il cazzo di fiore che non raccogli perché sta bene lì dov'è, in mezzo ai deboli fili d'erba che lo incorniciano come un Picasso o un Vanghog. Quando però ti avvicini troppo e lo strappi via dalla terra, e senti i flebili gridolini delle tenere radici che si allontanano dal ventre della madre terra e ti accorgi d'aver sbagliato, ma che in fondo, visto da vicino non è poi così bello. I raggi del sole non gli bagnano più i petali. Le gocce di rugiada non gli incorniciano più il volto. E le api non vanno più a succhiare il nettare come le zanzare il sangue umano.
È tutto cambiato e solo per un falso passo in una sera d"autunno.
By me. Don't copy.
Nessun commento:
Posta un commento